interviste

March 24, 2011

Intervista a… Maurizio Grondona

Italian “Smooth” Jazz Flavour!!

di Mario Melillo

Otto album all’attivo, oltre 20 anni di esperienza e uno spiccato gusto per la sperimentazione jazzistica. Stiamo parlando di Maurizio Grondona, cantante e chitarrista barese dalle indiscusse capacità tecniche i cui lavori sono caratterizzati da una forte impronta musicale mediterranea fusa con idee d’oltreoceano mai sperimentate prima.
Quest’anno ha sfornato ben tre album per l’etichetta americana Cdbaby e sembra intenzionato a non fermarsi!
In questa intervista abbiamo discusso con Maurizio di jazz, dei problemi attuali della musica e ovviamente della sua interessantissima carriera.

(Capasur) Dopo “In my hands” e “Musica se vuoi” ecco che arriva “The sound of life”. Tre dischi in un anno dopo una lunga pausa! Il 2010 deve essere stato un grande anno per te!
(Maurizio Grondona) Effettivamente il 2010 mi ha dato moltissimo in termini di produzione musicale! Come hai già anticipato nella domanda, quest’anno sono usciti ben tre dischi che portano il mio nome. L’ultimo, in ordine cronologico, è “The sound of life”, un album live registrato durante alcuni concerti contenente brani del mio ultimo album studio “In my hands” e brani classici del mio repertorio come “I belive in your life”…
Hai anche giustamente citato “Musica se vuoi”, una compilation di tredici brani raccolti dai miei cinque album precedenti “In my hands”. Sono molto contento di questi prodotti che reputo assolutamente interessanti e originali!

(C) Con “In my hands” cosa cambia rispetto ai tuoi lavori precedenti?
(M) “In my hands” è stato definito da molti il mio album più completo! Qui ho dato molto spazio alla sperimentazione e allo smooth jazz, un genere di cui ormai mi faccio portavoce da tempo, e ho avuto la fortuna di collaborare con artisti fantastici come Annabel Williams, Tormento (ex rapper dei Sottotono) e Andrew Mckinney del James Taylor 4et.
“In my hands” è tutto ciò che la musica significa per me: freschezza, distrazione, emozione, linguaggio universale e allo stesso tempo strettamente personale di espressione.

(C) A proposito di smooth jazz… Come hai deciso di sottoporre alla tua attenzione questo genere musicale?
(M) Lo smooth è un genere che adoro e che ho deciso di sottoporre ai miei studi per la sua capacità di essere fruibile anche da un pubblico meno esperto.
Con lo smooth ci si distacca dalla classica concezione di jazz avvicinandosi ai desideri di freschezza e contaminazione oggi tanto apprezzati.
Grazie all’ausilio di tonalità tipiche del soul moderno, lo smooth è un esemplare rappresentativo di musica densa, calda e orecchiabile

(C) Se a questo poi aggiungiamo rap e funky il prodotto risulta del tutto innovativo!
(M) Mi è sempre piaciuta la ritmica della musica rap ed è qui che entra in gioco Tormento, un grandissimo professionista e amico che è stato veramente in grado di arricchire la mia produzione e la mia cultura musicale

(C) In uno dei brani del disco, è cantata proprio da Tormento la strofa “l’Italia non rispetta chi dà tutto per la sua musica”. Cosa intendi con questa affermazione?
(M) Questo è quello che pensiamo e forse è anche il motivo per cui la mia musica è più apprezzata all’estero che nel nostro paese… Quella dei pochi spazi messi a disposizione per esprimere la propria creatività è uno dei problemi con cui noi musicisti italiani siamo costretti a convivere da sempre e viaggiando molto, mi sono reso conto di come all’estero non sia così! Ciò che non si capisce è che la musica, così come la cultura e l’arte in genere, viaggia alla velocità della luce e creare situazioni ad essa favorevoli non è tanto difficile quanto viene fatto sembrare! Occorre darsi una mossa per non rimanere indietro e il brano che hai citato (your control n.d.r.) è un brano di denuncia sociale

(C) Che tipo di beneficio hai tratto scegliendo una casa discografica online?
(M) Passare a un’etichetta online ha giovato molto alla mia attività di musicista. Essere online vuol dire avere molta più visibilità ed essere sugli scaffali di tutti i più grandi negozi di musica virtuale del mondo da itunes a napster a amazon senza alcuna spesa aggiuntiva. Ho avuto la possibilità di vendere copie del mio disco in tutto il mondo, privilegio che non avrei mai avuto registrando per una casa discografica canonica!

(C) Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
(M) A breve riprenderò il mio tour con date previste soprattutto all’estero fra Gran Bretagna e Usa ed entro Marzo di quest’anno uscirà un mio nuovo disco di inediti completamente acustico che vedrà, con grande probabilità, la partecipazione di un percussionista di fama internazionale. Mi piacerebbe inoltre riprendere i contatti con James Senese in vista di una nuova collaborazione!

(C) Chi volesse sapere più di te in che modo può contattarti?
(M) La pagina del Maurizio Grondona Group è presente su myspace e ovviamente su facebook!

(C) Grazie Maurizio e buona fortuna
(M) Grazie a voi per l’attenzione!


lunedì 9 marzo 2009

Intervista a Maurizio Grondona

E’ forse l’unico musicista che si occupa di Smooth jazz in Italia.
Sono passati quasi quattro anni dal suo ultimo lavoro discografico ma nonostante ciò la sua musica è più viva che mai e prestissimo tornerà a far parlare di sé più di quanto non abbia mai fatto in passato grazie all’uscita del suo nuovo album.

Nato a Bari, l’abilissimo chitarrista Maurizio Grondona, mostra immediatamente attitudini per il jazz e per la musica leggera. Produce diversi album tra cui anche uno in collaborazione con James Senese e diversi concerti con Roberto Ottaviano. I suoi lavori sono caratterizzati da una forte impronta musicale mediterranea fusa con idee d’oltreoceano effettivamente mai sperimentate prima.

In questa intervista ho brevemente discusso con Maurizio di quelli che sono i problemi attuali che la musica jazz incontra ed incontrerà nel corso degli anni all’interno del nostro paese dando prevalentemente spazio alla sua interessantissima attività di musicista.
Colgo l’occasione per salutarlo e ringraziarlo per l’opportunità!

Mario)Ho già avuto modo di trattare questo argomento in altri post del blog ma ho deciso di farlo ancora con un grande artista: Maurizio Grondona…
Maurizio, come vedi la questione dei pochi spazi messi a disposizione in Puglia per esprimere la propria creatività musicale?
Maurizio) Purtroppo è una triste realtà con cui noi musicisti e artisti di vario genere siamo costretti a convivere da anni. Le cause sono molteplici e gran parte di queste affondano le radici in questioni di tipo politico e sociale che in questa intervista ho deciso di trascurare. Siamo musicisti e ci occupiamo giustamente di musica anche se sono comunque convinto che questi inconvenienti siano solo escamotage che nascondono un problema ben più grave.

M) A cosa ti riferisci?
M) Molti non si sono ancora resi conto della semplicità con cui la musica può comunicare e regalare forti emozioni e della forte versatilità della stessa. Il problema non è solo pugliese ma di carattere nazionale e me ne sono reso conto grazie al mio lavoro per merito del quale sono spesso in viaggio per l’Europa e in particolare in Inghilterra. A Londra ad esempio questo genere di problemi non si pone. Lì la musica si trova in tutte le salse e ci si rende conto di come non sia poi tanto difficile organizzare eventi e situazioni favorevoli ad uno scambio di idee e melodie da cui musicisti e non musicisti possano sicuramente trarre benefici e interesse. Ho con l’aiuto del mio amico rapper Tormento affrontato questa tematica in un brano che farà parte del mio nuovo cd.

M) Cambiamo totalmente genere di domanda, parliamo del genere di cui ti occupi: lo smooth jazz un genere continuamente al centro di discussioni. Molti critici e musicisti sono addirittura arrivati a metterne in dubbio la reale esistenza ritenendolo una trovata commerciale di case discografiche e radiofoniche o ancora peggio una brutta copia del fusion. Cosa ne pensi in merito? Cosa ti viene in mente quando pensi allo smooth jazz?
M) E’ un genere che adoro e che ho deciso di sottoporre ai miei studi e alla mia attenzione per la sua capacità di essere fruibile ed accessibile anche al pubblico meno esperto e per le innovazioni e la completezza che apporta ad un musicista. Con lo smooth ci si distacca dalla classica concezione del jazz avvicinandosi più ai desideri di freschezza e sperimentazione oggi tanto apprezzati grazie all’ausilio di tonalità tipiche del soul moderno che proprio per questo lo differenziano dal fusion e dall’acid rendendolo ancor più un esemplare rappresentativo di musica calda e orecchiabile.

M) Anche perché il tuo in fin dei conti non è “solo” smooth jazz. Nei tuoi lavori sei infatti solito aggiungere anche quantità consistenti di rap e derivati dall’hip hop come tu stesso hai accennato prima…
M) Dici bene! Mi affascina il senso ritmico che solo il rap sa dare. È in fin dei conti un genere nato per denunciare i soprusi e le discriminazioni subite dagli afroamericani negli anni ‘70 pertanto carico di rabbia e voglia di cambiamenti che perfettamente si mesce con la mia personalissima idea di musica. L’artista che più mi ha aiutato a comprendere cosa sia tutto ciò è proprio Tormento, un grande professionista con grande senso del ritmo che ho conosciuto grazie a mio figlio e ha molto contribuito alla realizzazione del mio ultimo disco.

M)Hai prodotto molteplici dischi finora, ricordiamo ad esempio “Quando la musica ti sfiora l’anima” del 1996, “With my soul” del 2002 e Forever del 1996 anche se la lista è ben più lunga soprattutto se prendiamo in esame le diverse collaborazioni. A quale dei tuoi lavori ti senti più affezionato?
M) Premetto di essere affezionatissimo ad ogni singolo mio lavoro anche se, nel momento in cui mi poni questa domanda i miei ricordi ritornano al 1987, anno di incisione di “On my road”, disco vedente la collaborazione del grandissimo sassofonista James Senese. James mi ha dato tantissimo, mi ha presentato ai suoi illustri colleghi e mi ha portato per la prima volta con se in giro per l’Italia a far conoscere la mia musica allora ancora in formato 33 giri.
“Every day a good day” del 2005 è invece il mio disco più venduto in quanto offriva la possibilità di essere scaricato legalmente online regalandomi anche posti di rilievo nelle donwload chart.

M) Maurizio, quali sono i tuoi progetti per il futuro a breve e a lungo termine?
M) A breve termine? Sicuramente l’uscita del mio nuovo album entro l’estate!
A lungo termine invece…? Mi vedo nella mia città per rilassarmi e godere al massimo dei colori e del clima che solo lei sa offrirmi e allo stesso tempo ancora in giro per per il mondo allo scopo di arricchire la mia cultura sonora e melodica per donare ancora più sostanza ai miei lavori futuri.
… E ovviamente spero di poter essere di nuovo seduto qui con te a chiacchierare dell’unico elemento in grado di sintetizzare, analizzare, trasmettere e modificare stati d’animo opposti e affini allo stesso tempo: la musica!

Mario
Pubblicato da Mario Melillo a lunedì, marzo 09, 2009

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